E' evidente: Google ha scelto la democrazia!

Tutti gli addetti ai lavori avranno sicuramente notato come in questi ultimi due anni Google sita applicando un sistema di ranking, decisamente più “democratico”. Per farla breve ha deciso di dare la classica chance a tutti. Chiunque faccia abitualmente rank traking su specifiche keyword, non può non aver visto che l’andamento dei grafici è perfettamente sinusoidale, dove gli elementi caratteristici sono repentini, crolli succeduti da improvvise risalite.

La spiegazione a questi strani andamenti è nella nuova strategia di Big G, che ha deciso di dare spazio un po’ a tutti all’interno dei risultati. Sicuramente su una parola chiave ci sono più di 10 siti che meritano la massima visibilità, quindi il colosso della rete ha pensato bene che fosse riduttivo fare apparire sempre gli stessi dieci, quindi tutti hanno la possibilità di avere una time slice, dove potersi godere tutto il traffico derivante la prima pagina.

Una volta che c’è stata questa alternanza di siti, nei primi risultati, sarà Google stesso a stabilire chi è degno di restare in prima pagina, sulla base anche del comportamento degli utenti. L’obiettivo quindi è ormai quello di stabilizzare il rankign di un keyword che si trova sotto la lente d’ingrandimento di Google.

Ovviamente il primo pensiero è quello di avviare una corretta azione di link building, forse non è questo il caso in quanto il gigante di Mountain View non vuole vedere che hai le carte in regola per la prima pagina ma vuole vedere che tu le abbia più di un tuo diretto concorrente.

Si chiude l’era dell’algoritmo ed inizia quella dell’utente

In questa fase il ruolo più importante lo giocano le persone che quotidianamente interrogano il motore di ricerca. Sarà proprio il comportamento di un utente su di uno specifico sito a divenire un fattore di ranking fondamentale, inventatevi quello che vi pare sui vostri siti ma fate in modo che a Google arrivi sempre e solo un messaggio, da parte dell’utente medio: “i risultati che mi hai suggerito sono in linea con quello che cercavo”.

Viene da se quindi quanto sia divenuta importante una mirata ottimizzazione onsite. Layout grafico, user expeirence, contenuti accattivanti ed esaustivi, call to action che permettano l’engagement, insomma tutto quello che possa trattenere più a lungo l’utente su di una pagina è ben accetto, infatti più la sua visita sarà profonda più questo farà apparire il vostro sito credibile agli occhi del motore di ricerca.

Se questo non basta e vi ritrovate a sparire dalla prima pagina, studiate attentamente chi vi sostituisce, per comprendere meglio cosa lo ha portato li. Arricchite in continuazione il vostro sito con informazioni precise e penetranti, e non dimenticate mai che nel futuro imminente la battaglia non sarà quella di arrivare in prima posizione ma di restarci.

Quindi si, ottimizzate i vostri siti prestando attenzione alle dinamiche che regolano l’algoritmo ma non dimenticate mai che l’opinione dell’utente avrà sempre più importanza per stabilire una S.E.R.P., cercate quindi di catturare la sua attenzione perchè sarà proprio quell’attenzione ad “influenzare” le decisioni di Google.